FERDINANDO BROSY

L'ambulante Ferdinand Brosy (1802-post 1870) nato a Düren in Renania [I. Zannier lo dichiara nato a Aquisgrana, interpretando in questo modo una sua dichiarazione di provenienza], "professore in fotografia", è un personaggio veramente intraprendente dalla vita tutta da scoprire. Negli anni 1837-1838 è a Torino e si professa "coramaio" premiato dalla R. Camera di Agricoltura e Commercio per le sue "striscie in cuoio" o coramelle per affilare i rasoi e si arrabatta a vendere anche "rasoi inglesi dei più perfetti" e aghi da cucire. Ha già 36 anni, si presume abbia attraversato l'Europa con la sua famiglia, ma cerca ancora una propria collocazione. Per farsi conoscere si affida agli avvisi pubblicitari sui periodici locali.

 

 

 

Strisce di cuoio

L'inserzione appare sulla Gazzetta privilegiata di Bologna,

n. 163. della serie, anno 1839

 

 Daguerreotyp-Portraits. Ritratti dagherrotipi

                                  Lichtbilder. Fotografie

 

Realizzare immagini secondo questa invenzione è una delle più belle opere d'arte disseminate nella natura, e attualmente al più alto livello di lavoro perfetto, arte dignitosa.

Il sottoscritto si fermerà qui per un po' e si offre per realizzare ritratti di ogni genere individui e gruppi familiari, vedute di edifici, paesaggi, dipinti ad olio e incisioni su rame, etc. Solo poco tempo è sufficiente, e ciò in qualsiasi tempo senza sole, in ambienti chiusi, cosa altrimenti impossibile, e ciò con piena garanzia.

Per i ritratti non riusciti il pagamento viene posticipato.

Il prezzo di un ritratto si basa sulle dimensioni o sul numero di persone da 2, 3, 4 sino a 5 fiorini.
Il sottoscritto tiene anche delle lezioni per l'apprendimento di questa materia ed è disponibile alla vendita del materiale necessario.

Visita anche i signori che lo desiderano nei loro appartamenti.

Ordini e ritratti sono accettati nella Locanda Al Chiaro di luna.

 

Ferdinandf Brosy

da Aachen  Prussia

 

La pubblicità dei ritratti al daguerrotipo

 

 

Avvisi Ritratti al daguerreotipo

in Osservatore triestino del 23, 25 settembre 1846 n. 114, 115

 

 

 

 

La conferma della sua presenza a Trieste a ottobre è data dall'Avviso su l'Osservatore triestino n. 124 del 16 ottobre 1846.

 

 

 

A dicembre del 1846 ha spostato lo studio e abita nel noto albergo Principe di Metternich al terzo piano n. 85. Garantisce ritratti a un modico prezzo e a sua volta, come altri dagherrotipisti, impartisce lezioni e fornisce l'attrezzatura adeguata.

Avvisi su l'Osservatore triestino n. 152, 156 del 20 e 30 dicembre 1846

 

L'atelier del fotografo viaggiatore era in albergo

 

L' Hotel Metternich, dove svolgeva la sua attività Ferdinando Brosy, in un quadro di Tomaso Viola del 1845.

 

Qui vediamo l'Albergo Principe di Metternich in una fotografia dello stesso anno, 1845, e com'è oggi (in seguito il nome mutò in Hotel de la Ville).

 

 

Ferdinando Brosy, Ritratto d'uomo 1846

dagherrotipo

 

in L'Italia d'argento, p. 103

1. Avviso su l'Osservatore triestino  n. 3  del 6 gennaio 1847.

Quest'ultimo ripetuto sino il 18 aprile con poche varianti non riporta il suo nome... pudore o presunzione...

Ormai è conosciuto in città, segnala semplicemente la sua presenza o per qualche motivo non può far comparire il suo nome per un'eventuale pendenza giudiziaria...

2. Sullo stesso numero 3 del 6 gennaio 1847 sull'Osservatore  compare a suo nome l'annuncio del prodotto lucidante il legno, marmo, pelli mentre l'avviso dello studio per ritratti al daguerreotipo rimane anonimo.

3. Avviso bilingue su l'Osservatore triestino n. 29 del 7 marzo 1847 anonimo

4. Avviso su l'Osservatore triestino n. 53 del 2 maggio 1847

 Ricompare il nome del fotografo che vanta la capacità di eseguire ritratti "rassimigliantissimi",  la loro durata "inalterabili per anni e secoli", lo sfondo bianco e dorato.

 

Ferdinando Brosy a Udine

 

Brosy è attivo anche a Udine in piazza Contarena sopra il Caffè degli Svizzeri e propone ritratti "al daguerreotipo" a buon prezzo. Inoltre vende macchine a coloro che sono interessati a intraprendere quest'arte.

Avvisi compaiono su L'Alchimista friulano, a. 3, n. 46 e 48 (14, 28 novembre 1852)


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