RITRATTO DI UNA CITTA'   - 1891 1914


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Sulla credibilità delle istituzioni... Errori e fake news nella catalogazione delle fotografie

26 aprile 2022

Claudia Morgan

 

La nostra attenzione, come i lettori sanno, è rivolta al mondo alla fotografia storica triestina che si diffonde sul web e, in particolare, a quanto propone ed espone scientificamente la Fototeca dei Comune di Trieste, che è un punto di riferimento in questo campo per studiosi, studenti, curiosi e navigatori casuali in rete.

A tale istituzione da sempre viene attribuito un ruolo importante e un' autorevolezza tale da essere fonte di riferimento per chi fa ricerca. Importante è l'informazione che appare a catalogo, siamo ancora legati al concetto di “catalogo di qualità” inculcatoci dal maestro Mauro Guerrini, all'authority control che nel web ha acquisito una valenza straordinaria. Non si può gareggiare con quanto viene proposto da siti di dilettanti o su quanto appare su Facebook.

Ma l'autorevolezza va conquistata e mantenuta, accettando anche le segnalazioni di chi propone un'amichevole collaborazione.

Eccoci qui allora a segnalare alcuni errori, che rischiano di contraddire questa autorevolezza.

Carlo Banelli questo sconosciuto

Un esempio di imprecisione della Fototeca di Trieste che dimostra una particolare trascuratezza nella catalogazione su Carlo Banelli.

 

 Carlo Banelli, esponente politico liberal-nazionale di Trieste, diventa nel caso da noi individuato Carlo Benelli... e per fortuna non Sem.

Anche la datazione lascia molto perplessi: 18

L'errore di battitura nell'inserimento dati balza agli occhi “Data di fondazione dello studio Wulz 1968” mentre una puntuale trascrizione epigrafica vien riservata agli altri dati. Tanta apparenza e poca sostanza, verrebbe da dire!

Manca del tutto la bibliografia, la consultazione del volume Giuseppe Wulz. La fotografia a Trieste 1868-1918 alle pagine 148 e 283 avrebbe dato conferma ai dati, come si usa fare.

L'importanza di conoscere e citare correttamente le fonti

Apparentemente ci dovrebbero essere aggiornamenti recenti sul personaggio. Infatti se consultiamo la voce Fondo fotografico Carlo Banelli redatta da Sara Bini troviamo molte informazioni. 

Spiace, però, verificare che sia scomparso il nome di chi ha iniziato il lavoro su Papà Banelli - come si faceva chiamare - e che è stato alla base della preparazione della mostra su Trieste in guerra. I due fronti (2015). 

Senza quel lavoro la voce non si sarebbe potuta compilare.

L'episodio merita una riflessione. La scientificità di un lavoro di ricerca, come si sa, è determinata anche dalla completezza delle informazioni sugli autori e le fonti utilizzate. Ma di questi tempi troppo spesso le regole fondamentali del lavoro scientifico non vengono rispettate. Studiosi improvvisati e impreparati saccheggiano i lavori altrui senza citarli e se ne appropriano senza alcun rispetto.

Lasciatemi divertire... una scoperta poco valorizzata

Certe imprecisioni linguistiche possono dare adito a fake news!

Un esempio per tutti.

Alla fine della pagina web che illustra l'Archivio della Fototeca dei Civici Musei leggiamo "Tra i fotografi operanti a Trieste spiccano: Wulz, Sebastianutti e Benque, Zanutto, Ceregato, Circovich, Emblemi e Ballarini, Daguerre, Eram, Franceschinis, Ramann, Rieger, oltre ad Alinari, Beer, Nadar, Naya".

L'autore del testo si cita, ma la scoperta di nomi così famosi Daguerre, Nadar, Alinari e Naya attivi nella nostra città deve essere uno scoop recente! dato che nella bibliografia sulla storia della fotografia a Trieste i loro nomi  non risultano. Sapevamo che il cavalier Revoltella si era fatto fare dei ritratti fotografici da Nadar nel suo atelier di Parigi, ma che Nadar sia stato attivo a Trieste è davvero una grossa novità. Peccato che non sia stata adeguatamente pubblicizzata….

Spunti di riflessione sulla diffusione della cultura attraverso la fotografia

12 marzo 2022

 

Abbiamo ancora tanto da imparare e da scoprire, le conduttrici di questo sito ne sono consapevoli al punto da cercare con ostinazione suggerimenti, spunti, idee da applicare al proprio modo di vedere e di concepire la diffusione della cultura attraverso la fotografia così da applicarli nell'aggiornamento di questo sito.

Ci fa riflettere l'atteggiamento del direttore Christian Greco del Museo egizio di Torino che affronta con una decisione da definirsi storica, rispetto alla gelosa conservazione del patrimonio museale da offrire con dosata oculatezza, di lasciare libero l'uso della documentazione fotografica anche a scopo commerciale.

Avverte chi consulta il sito del Museo, nella specifica sezione sulla Politica di accesso e utilizzo, come gli stia cuore la mission dell'istituzione nell'ottica concreta di democrazia della conoscenza, chiedendo solo a chi usa le immagini di citare correttamente il codice inventariale che le individua: una prassi normale.

I tempi cambiano.

Le scriventi redattrici hanno avuto una diversa esperienza...

Ve la racconteremo!

Trieste ritratta da grandi fotografi


11 marzo 2022

Scopro che Mimmo Jodice, noto fotografo napoletano, è  stato a Trieste nel 1985 e le ha dedicato degli scatti.

Forse avrà visitato la nostra città e l'avrà ammirata nei suoi vari aspetti, ma nel libro dedicato alla sua opera, uscito da pochi giorni Mimmo Jodice. Torino : Gedi, 2022, p. 74 (Visionari. I geni della fotografia), le riserva uno sguardo severo per un monumento che la rende unica in Italia.

Nasce spontanea una semplice riflessione, un memento, attraverso le immagini in bianco e nero dedicate a questa architettura, sulle azioni dell'uomo del passato e sul vuoto angosciante che evocano.

                                                                                                                                                      Claudia Morgan

LE INFINITE STRADE DEL RAPPORTO TRA ARTE E PUBBLICITA'

Fotografia storica e pubblicita'

16 febbraio 2022

Scoperta recente in uno dei tanti supermercati locali: le stranote salcicce wurstel avvolte in una plastica che riproduce una storica fotografia di Piazza grande.

La foto riporta in didascalia l'appartenenza alla Fototeca CMSA [Civici Musei di Storia ed Arte] Inv. 67.

Speriamo che la sua diffusione arrivi in milioni di cucine e che le brave massaie leggano attentamente la didascalia per capire che c'è un luogo in cui vengono conservate tale preziose immagini.

 

Le salsicce della defonta

21 febbraio 2022

Lo storico prosciuttificio Principe ha scelto per la punta di diamante della sua produzione, le salsicce della tipica gastronomia triestina, una confezione molto particolare. L’aspetto incuriosisce per la sua aria rétro, ha una carta tipo Kraft, quella in cui una volta i bottegai avvolgevano i cibi, e soprattutto ha una foto color seppia che ritrae Piazza Grande, la piazza per antonomasia della Trieste d’antan e anche di oggi (per i non triestini: Piazza dell’Unità).


 Non abbiamo resistito e abbiamo cercato la verifica dei dati nel catalogo della Fototeca comunale, anche se personalmente non ne avevo bisogno in quanto questo positivo era stato da me catalogato e descritto.

Mi spiace per questa pubblicità indiretta sulla mia persona, ma la questione è ben altra.

Su le opere d'arte e il loro uso in campo pubblicitario.

Possiamo aprire uno scambio d'idee!

Claudia Morgan

LA BELLEZZA POLITICA

Claudia Morgan

12 febbraio 2022 

 

La Bellezza ha il diritto di appartenere a tutti, senza distinzioni di classe, di cultura, diffusa sul territorio, libera nelle sue interpretazioni così da poter esser recepita direttamente, uno strumento per capire l'altro in ogni sua manifestazione. 

Sergio Mattarella, rieletto Presidente della Repubblica, nel suo discorso di insediamento, in cui auspica il miglioramento del nostro paese “perché cresca in unità”, ha scandito vari temi. Due mi hanno coinvolta in prima persona. Il primo sulle bellezze d'Italia e il secondo sulla tutela dell'ambiente.

Li cito letteralmente: Un'Italia che tragga vantaggio dalla valorizzazione delle sue bellezze, offrendo il proprio modello di vita a quanti, nel mondo, guardano ad essa con ammirazione – e subito dopo – un'Italia impegnata nella tutela dell'ambiente…

Mattarella ha concentrato in questi punti l'art. 9 della Costituzione che recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni, la legge dello stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali” [con l'integrazione dall'8 febbraio].

IL NUOVO MUSEO FRIULANO DELLA FOTOGRAFIA

QUALCHE RIFLESSIONE

Tra le tante offerte culturali che a causa della pandemia negli ultimi due anni sono passate un po' sotto silenzio c'è il nuovo Museo Friulano della Fotografia, aperto nel Castello di Udine il 13 dicembre 2019 dopo un'opera di rinnovamento e ampliamento della prima versione di questo istituto, creato nel 2001 come integrazione del percorso sull'immagine del Gabinetto Disegni e Stampe.

 

L'occasione per visitarlo, o per tornarci, è data in questo periodo da una bella mostra dedicata a Carlo Dalla Mura, avvocato di professione e per alcuni anni collaboratore de "Il Mondo di Pannunzio", di cui sono esposte 40 immagini scattate nel periodo 1949-1962. La mostra è curata per i Civici Musei di Udine dal CRAF di Spilimbergo ed è firmata da Alvise Rampini e Claudio Domini.  

COGLIENDO QUA E LA' PENSIERI SULLA FOTOGRAFIA

13 febbraio 2022

 

Oliver Sacks (1933-2015)

"Ero affascinato dalla storia degli esordi della fotografia e delle scoperte chimiche che avevano  condotto ad essa, come si fosse compreso già nel 1725, che i sali d'argento annerivano se esposti alla luce, e come Humphrey Davy (con l'amico Thomas Wedgwood) avesse ottenuto immagini per contatto di foglie e di ali d'insetti su carta o pelle bianca imbevute di nitrato d'argento, e riproduzioni con un'apparecchiatura fotografica. All'epoca però non si sapeva come fissare le immagini così ottenute: era possibile osservarle solo alla luce rossa o alla fiamma d'una candela, altrimenti si sarebebro annerite completamente."

 

in Oliver Sacks, Zio Tungsteno, Immagini. Milano : Adelphi, 2002, p. 157

Lo scrittore rivela in quest'opera la sua formazione di bambino precoce, curioso, ricettivo relativa al mondo della fotografia. Grazie alla presenza di personaggi familiari ricchi di sapienziale conoscenza e la possibilità dell'uso di laboratori di sperimentazione, il suo appropriarsi della tecnica fotografica ha basi scientifiche.

 

29 ottobre 2021

 

Etty Hillesum

Esther Hillesum è una scrittrice olandese ebrea nata a Middelburg il 15 gennaio 1914 e morta a Auschwitz il 30 novembre 1943. Lascia undici quaderni del diario scritto dal 1941 al 1943 e poche lettere.

 

In una posizione che potrebbe sembrare sospesa su un filo sottile va registrando "fin nei minimi dettagli i duri fatti" come se portasse dentro "una lastra fotografica". Si può presumere che i suoi futuri racconti o romanzi avrebbero sviluppato i negativi accumulati dentro di sé, come fa un fotografo, con l'imprevedibile varietà delle ombre e delle luci, degli ingrandimenti o della riduzione dei particolari.

 

in: Laura Boella, Cuori pensanti. 5 brevi lezioni di filosofia per tempi difficili. Milano : Chiarelettere, 2021, p.16

L'autrice dei saggi riassume il pensiero della scrittrice Etty Hillesum cogliendo le parole chiave scritte dalla giovane donna in un momento così vicino al suo finis vitae.

 

Angolo delle foto curiose

Girovagando in città di Francesco Gizdic

 

Sole che fa capolino, piazza Garibaldi

In questa foto ho unito due mie grandi passioni: quella per gli aspetti curiosi di questa nostra strana città e quella per l’astronomia, due cose apparentemente diversissime ma che possono trovare dei punti d’incontro davvero intriganti. E siccome l’insieme è di solito maggiore della somma delle parti, il risultato è qualcosa di molto particolare.

 Il protagonista della foto, l’edificio di piazza Garibaldi che per ovvi motivi è stato soprannominato “Palazzo Polifemo”, è stato costruito nel 1882 su commissione della Banca Union di Vienna, con l’intento di essere utilizzato sia come sede della banca stessa che per collocarvi gli uffici del Comando Supremo della Marina Militare. Alla fine fu però destinato ad uso civile. Fatto sta che, per motivi economici, di pigrizia o altro, il foro presente nel gruppo scultoreo sul tetto – destinato all’installazione di un orologio – è rimasto vuoto.

 Ma forse non si tratta di una dimenticanza, bensì del risultato del geniale sforzo di un ingegnere (rimasto purtroppo anonimo) di creare un orologio perfettamente sincronizzato con i ritmi della Terra e delle stagioni, per cui osservando la tonalità più o meno azzurra del cielo attraverso il buco si può intuire l’ora del giorno con sufficiente approssimazione, quasi e forse meglio di una meridiana, senza contare la funzione meteo integrata che permette di stimare la copertura nuvolosa sbirciando attraverso l’apertura medesima. Sempre da questo foro, all’approssimarsi della pioggia, è possibile constatarne l’arrivo, con una precisione da far invidia alle più avanzate applicazioni meteo dei nostri cellulari.

A parte queste considerazioni tecno-bucologiche, era da alcuni anni che mi facevo una domanda: è possibile che il sole – oppure la luna – nel loro naturale cammino attraverso il cielo in qualche momento dell’anno si affaccino al buco di Palazzo Polifemo? La risposta mi è stata offerta su un piatto d’argento un giorno (27 febbraio 2021, ore 10:30), quando passando da quelle parti con l’autobus ho visto il sole dardeggiare attraverso la magica apertura. Sono così sceso alla fermata più vicina senza pensarci un attimo, per precipitarmi in piazza Garibaldi e documentare il fenomeno. Ho realizzato poi che l’allineamento dovrebbe ripetersi ogni anno, sempre attorno a febbraio, per un certo periodo di giorni se non di settimane, visto che una volta in piazza spostandosi di qualche metro dal punto di osservazione si può giocare parecchio con l’allineamento tra i tre punti costituiti dal sole, dall’“occhio” di Palazzo Polifemo e dalla macchina fotografica.

Piccola nota pratica: la leggera copertura nuvolosa ha avuto un ruolo importante in questa fotografia, fungendo da schermo per il sole e aumentandone il diametro apparente, senza contare che ha aggiunto un po’ di drammaticità all’immagine e perfino una leggera iridescenza. La stessa foto scattata il giorno dopo con il cielo perfettamente azzurro risulta abbastanza insignificante.

La domanda che per me resta ancora aperta è se la stessa cosa sia possibile anche con la luna. Il movimento della luna è però abbastanza complesso e difficile da prevedere: vedrò, come ho già fatto per un altro allineamento triestino che vi mostrerò, di aiutarmi con un programma astronomico.

 

Francesco Gizdic alias prof.bizzarro

 profbizzarro@gmail.com

A sinistra una cartolina degli anni Cinquanta per contestualizzare il particolare architettonico colto in condizioni descritte dal fotografo.

20 marzo 2021. Cuore infranto

Un caro amico, fotografo dilettante triestino mi dedica questa foto, colta al volo, senza alcun artificio.

Si tratta di un vetro rotto colto casualmente nelle perigrinazioni cittadine dell'autore che è solito osservare ciò che sfugge ai più.

 

C.M.

DIDASCALIE SURREALISTE... DI MAN RAY. CURIOSITA'

1 aprile 2021 . Sfogliando il recente volume su Man Ray appartenente alla collana Visionari. I geni della fotografia edita dalla National Geographic e da La Repubblica, introdotto da Michele Smargiassi con i commenti didascalici a cura di Michele Serra, sono colpita dalla provocatoria immagine La donna, 1920.

Non perché donna offesa dal divertente confronto, anzi mi piacerebbe essere un frullino e... frullare, smuovere tanti cervelli maschili e anche femminili, ma dalla scoperta che mi accingo a sottoporvi.

 Nel volume citato del 2021 la didascalia della fotografia è La donna, 1920, ma ... in realtà il titolo corretto attribuito dal fotografo è Uomo, 1918. 

L'altro fotogramma che riporta lo stesso titolo, Donna 1918, è presentato da un autorevole commento del Metropolitan Art Museum.

Ahimé, le mollette del bucato ci identificano?

La nostra scoperta dell'errore... prima di arrivare all'autorevole conferma del MET si basa sul capitolo "La fotografia e le avanguardie" in Walter Guadagnini, Una storia della fotografia del XX e XXI secolo, p.52-53 che presenta la coppia.

Sono stata convincente?

 

Claudia Morgan

 

DESTINO DI UNA MOSTRA

2 gennaio 2021. Ogni mostra è preceduta, di solito, da un lungo lavoro di ricerca, di studio, di organizzazione dei materiali, di progettazione di un itinerario. Lavoro che dura alcuni mesi o anche anni. Almeno così dovrebbe essere. Parliamo di mostre che hanno carattere di novità e scientificità, e sono curate da studiosi delle materie di cui si tratta. Eventi con queste caratteristiche, che hanno sempre costi rilevanti, sono accompagnati doverosamente da cataloghi che ne raccolgono e divulgano a lungo i materiali, attualizzano la ricerca scientifica sull’argomento e costituiscono in seguito fonti per ulteriori ricerche, e anche nuove mostre. 

Questo sito riprende la sua attività

Dopo una lunga chiusura, dovuta a un contenzioso con il Comune di Trieste finalmente risolto, questo sito torna oggi consultabile e riprende la sua attività di divulgazione della storia della fotografia triestina a cominciare dalla documentazione relativa alla mostra "La Grande Trieste" aperta nell'ex Pescheria di Trieste tra febbraio e giugno 2015.

Nel 2021 il sito sarà integrato con nuovi argomenti inerenti la storia e la cultura della città, e, in particolare, dedicherà spazio al dibattito sulla funzione della rete nella circolazione di contenuti culturali.

 

Maria Masau Dan, Claudia Morgan, Adriana Casertano

 

Trieste, 22 dicembre 2020

 





Finalità di questo sito

Attorno al tema "Grande Trieste" oggetto di una mostra realizzata dalle istituzioni culturali civiche nel 2015 si è creato un gruppo di studiosi di storia della fotografia che si propongono, senza alcuno scopo di lucro, di utilizzare correttamente la rete per la promozione e valorizzazione del patrimonio di immagini storiche della città di Trieste e della Venezia Giulia, e in particolare di divulgare le ricerche condotte in occasione della mostra 1891-1914 La Grande Trieste, ma anche prima e dopo. 

Uno spazio informativo  è dedicato all'attualità, a  eventi, scoperte, pubblicazioni, legati alla storia della fotografia in Friuli Venezia Giulia.

Le finalità di questo sito sono scientifiche, didattiche e divulgative. Non ha scopo commerciale e non presenta banner pubblicitari di alcun genere. Le immagini  inserite sono in parte opera degli autori del sito  e in parte ricavate da archivi fotografici pubblici e privati. Vengono pubblicate a bassa risoluzione e, coerentemente con le finalità del sito, per scopi esclusivamente culturali ed educativi, nel rispetto del comma 1-bis dell’articolo 70 della legge n. 633 del 22 aprile 1941, “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”. Tuttavia, qualora la loro pubblicazione violasse specifici diritti di autore, si prega di comunicarlo per la relativa rimozione.

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