RITRATTO DI UNA CITTA'   - 1891 1914


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COGLIENDO QUA E LA' PENSIERI SULLA FOTOGRAFIA

29 ottobre 2021

 

Etty Hillesum

Esther Hillesum è una scrittrice olandese ebrea nata a Middelburg il 15 gennaio 1914 e morta a Auschwitz il 30 novembre 1943. Lascia undici quaderni del diario scritto dal 1941 al 1943 e poche lettere.

 

In una posizione che potrebbe sembrare sospesa su un filo sottile va registrando "fin nei minimi dettagli i duri fatti" come se portasse dentro "una lastra fotografica". Si può presumere che i suoi futuri racconti o romanzi avrebbero sviluppato i negativi accumulati dentro di sé, come fa un fotografo, con l'imprevedibile varietà delle ombre e delle luci, degli ingrandimenti o della riduzione dei particolari.

 

in: Laura Boella, Cuori pensanti. 5 brevi lezioni di filosofia per tempi difficili. Milano : Chiarelettere, 2021, p.16

L'autrice dei saggi riassume il pensiero della scrittrice Etty Hillesum cogliendo le parole chiave scritte dalla giovane donna in un momento così vicino al suo finis vitae.

 

 

 

ANCORA LUI...CHI E' CUFTER?

7 ottobre 2021

 

 

Speravo di vederlo, ma ancora una volta sono stata delusa.

“Chi è Cufter” si è presentato nella serata di venerdì 24 settembre a Trieste Next nella Sezione “Un mare di archeologia”.

 

Dopo tanto successo sui social marketing Instagram-Facebook-Twitter, l'arrivo a Trieste da parte del trio – Stefano, Rina, Tiziana – che si occupa di lui o meglio del suo archivio fotografico, faceva immaginare, proprio nella città natale, la grande rivelazione sulla sua identità.

Una rivelazione brillante, spigliata, teatrale.

 

Così non è stato. E la presentazione da questo punto di vista è stata deludente, perché sono del parere che un bel gioco dura poco… e questo gioco sta un po' esasperando la sottoscritta che ha scoperto chi è Cufter da subito, da quando è stata coinvolta nel gioco di caccia al tesoro, essendo un addetto ai lavori riguardante la storia della fotografia a Trieste, compresa quella dei dilettanti o amateur.

Ma, per non nuocere al gioco (e soprattutto al contributo fondamentale che stanno dando i follower all’identificazione dei luoghi fotografati), ha acconsentito alla richiesta di Stefano di non rivelare il segreto…

Anche se, nel caso l’attesa si prolungasse… non posso escludere di pubblicare la mia ricerca al riguardo.

 

Un piccolo appunto. Il trio ha più e più volte sottolineato il lavoro certosino svolto per manipolare le lastre, identificare le immagini e catalogarle. Questo, carissimi, non è una cosa eccezionale, è il normale lavoro del catalogatore serio: il riordino di un archivio fotografico richiede l’indispensabile applicazione di numerose e trasversali competenze, molte le avete assunte e messe in pratica. Bisogna darvi atto che siete fotografi, non catalogatori, e che avete lavorato bene su questo fronte imparando sul campo conoscenze tutte nuove. Il vostro lavoro ha senz’altro aumentato il valore dell’archivio e potreste fare un ulteriore passo in tal senso richiedendo dalla Soprintendenza l’attestato di notevole interesse storico.  E magari trovare anche un acquirente.

 

Molto pertinente l'inserimento dell'intervento nella Sezione “Un mare di archeologia”. Il lavoro dell'ordinatore di archivi fotografici è molto simile a quello dell'archeologo, si procede per strati, annotando tutte le informazioni ricavabili dai reperti, anche le più banali, sino ad arrivare alla visione d'insieme dello scavo totale che, solo allora, rivelerà il nucleo centrale, fondante.

 

Per quanto riguarda i ragazzi dell'istituto Deledda è stato palpabile il loro vivo interesse, cimentandosi a ritrovare i punti di vista del nostro Cufter a Trieste.

 

Che dire ancora... aspetto a presto il nuntio vobis… habemus Cufter!

 

Claudia Morgan

TORNA CONSULTABILE L'ARCHIVIO STORICO DE "LA STAMPA"

31 luglio 2021. All'inizio di quest'anno ci eravamo uniti alla diffusa preoccupazione per la chiusura improvvisa dell'Archivio storico del quotidiano di Torino, frutto di un grande progetto di digitalizzazione che rappresentava da anni una fonte preziosa per la ricerca storica con il suo immenso patrimonio di notizie compreso tra il 1867 e il 2006. Per fortuna il pessimismo dei tanti che temevano di non poter più accedere a questa grande mole di dati, è stato smentito e l'archivio storico de "La Stampa" è stato puntualmente rimesso online. 

Vale la pena esplorarlo perchè i risultati sono di grande interesse anche per le ricerche storiche sul nostro territorio. E non si limita alla possibilità di leggere gli articoli dalle riproduzioni delle pagine, ma consente di scaricare i testi. Tanto per fare un esempio, riportiamo un articolo intitolato La decadenza commerciale di Trieste, pubblicato il 12 febbraio 1892 da quella che allora era la "Gazzetta piemontese" .

INCREDIBILE MA VERO... SU GIUSEPPE WULZ

10 aprile 2021. Sto ristudiando attentamente tutte le pubblicazioni che riguardano lo Studio Wulz, le tre generazioni di fotografi triestini che a tutt'oggi sono subito identificati e riconosciuti grandi, degni di accurate biografie e di presentazioni.

La mia attenzione nella rilettura delle prime pagine del volume Giuseppe Wulz. La fotografia a Trieste 1868-1918 firmato da quattro illustri curatori Claudio Magris Guido Botteri Italo Zannier Licia Zennaro, è stata catturata dalla riproduzione di un verso di carte de visite (a p. 24), presentata per il logo dello studio, in particolare ho notato ms la data 1842.

Incuriosita ho interrogato il catalogo della Fototeca di Trieste nel quale sono presenti le raccolte fotografiche del Civico Museo teatrale, ricercando il ritratto di Maria Sforzi.

DIDASCALIE SURREALISTE... DI MAN RAY. CURIOSITA'

1 aprile 2021 . Sfogliando il recente volume su Man Ray appartenente alla collana Visionari. I geni della fotografia edita dalla National Geographic e da La Repubblica, introdotto da Michele Smargiassi con i commenti didascalici a cura di Michele Serra, sono colpita dalla provocatoria immagine La donna, 1920.

Non perché donna offesa dal divertente confronto, anzi mi piacerebbe essere un frullino e... frullare, smuovere tanti cervelli maschili e anche femminili, ma dalla scoperta che mi accingo a sottoporvi.

 Nel volume del 2021 la didascalia è quella anticipata La donna, 1920, in realtà il titolo corretto è Uomo, 1918. 

Il secondo fotogramma che riporta lo stesso titolo, Donna 1918, è presentato da un autorevole commento del Metropolitan Art Museum.

Ahimé, le mollette del bucato ci identificano?

La nostra scoperta dell'errore... prima di arrivare all'autorevole conferma del MET si basa sul capitolo "La fotografia e le avanguardie" in Walter Guadagnini, Una storia della fotografia del XX e XXI secolo, p.52-53 che presenta la coppia.

Sono stata convincente?

 

Claudia Morgan

 

FRANCESCO GIZDIC

20 marzo 2021. "Cuore infranto"

Un caro amico, fotografo dilettante triestino mi dedica questa foto, colta al volo, senza alcun artificio.

Si tratta di un vetro rotto colto casualmente nelle perigrinazioni cittadine dell'autore che è solito osservare ciò che sfugge ai più.

 

C.M.

ANCORA SUGLI ARCHIVI DIGITALI

4 gennaio 2021. In questo periodo di didattica a distanza e smart working si leggono molto spesso interventi di esperti sul futuro delle tecnologie, sulla necessità di potenziamento della rete, sull'urgenza di allargare il più possibile la platea degli utenti. Meno si discute sui contenuti disponibili in rete, non si parla molto di archivi, ad esempio, perché sembra che il problema più urgente da risolvere sia la velocità dei collegamenti e non tanto la quantità e la qualità dei dati forniti. Un contributo molto interessante al dibattito è quello comparso sul "Piccolo" edizione di Gorizia, ieri, 3 gennaio 2021 a firma di Diego Kuzmin, storico dell'architettura e giornalista.

 

FOTOGRAFIA E PITTURA

4 gennaio 2021. La tradizione riporta una testimonianza del pittore francese Paul Delaroche che quando nel 1839 si trovò davanti ad un dagherrotipo per la prima volta affermasse “Da oggi la pittura è da considerarsi morta” perché il metodo Daguerre “era in grado di soddisfare completamente tutte le richieste dell'arte, portando i principi artistici essenziali a una tale perfezione da diventare soggetto di osservazione e studio per i più colti pittori”.

 

ARCHIVI ON LINE SCOMPARSI

2 gennaio 2021. Un bell'articolo di Filippo Ceccarelli (1), pubblicato sul Venerdì della Repubblica il 31 dicembre 2020 ci conferma l’attualità di un tema che vogliamo iniziare ad affrontare attraverso questo sito: la conservazione, l’incremento e la valorizzazione degli archivi online. Anzi vogliamo provare a costruire una sorta di guida agli archivi online, cercando così di venire in aiuto a coloro che con le biblioteche chiuse per il lockdown non sanno come procurarsi le fonti per saggi, tesi di laurea, ricerche scolastiche, articoli.

 

DESTINO DI UNA MOSTRA

2 gennaio 2021. Ogni mostra è preceduta, di solito, da un lungo lavoro di ricerca, di studio, di organizzazione dei materiali, di progettazione di un itinerario. Lavoro che dura alcuni mesi o anche anni. Almeno così dovrebbe essere. Parliamo di mostre che hanno carattere di novità e scientificità, e sono curate da studiosi delle materie di cui si tratta. Eventi con queste caratteristiche, che hanno sempre costi rilevanti, sono accompagnati doverosamente da cataloghi che ne raccolgono e divulgano a lungo i materiali, attualizzano la ricerca scientifica sull’argomento e costituiscono in seguito fonti per ulteriori ricerche, e anche nuove mostre. 

Questo sito riprende la sua attività

Dopo una lunga chiusura, dovuta a un contenzioso con il Comune di Trieste finalmente risolto, questo sito torna oggi consultabile e riprende la sua attività di divulgazione della storia della fotografia triestina a cominciare dalla documentazione relativa alla mostra "La Grande Trieste" aperta nell'ex Pescheria di Trieste tra febbraio e giugno 2015.

Nel 2021 il sito sarà integrato con nuovi argomenti inerenti la storia e la cultura della città, e, in particolare, dedicherà spazio al dibattito sulla funzione della rete nella circolazione di contenuti culturali.

 

Maria Masau Dan, Claudia Morgan, Adriana Casertano

 

Trieste, 22 dicembre 2020

 





Finalità di questo sito

Attorno al tema "Grande Trieste" oggetto di una mostra realizzata dalle istituzioni culturali civiche nel 2015 si è creato un gruppo di studiosi di storia della fotografia che si propongono, senza alcuno scopo di lucro, di utilizzare correttamente la rete per la promozione e valorizzazione del patrimonio di immagini storiche della città di Trieste e della Venezia Giulia, e in particolare di divulgare le ricerche condotte in occasione della mostra 1891-1914 La Grande Trieste, ma anche prima e dopo. 

Uno spazio informativo  è dedicato all'attualità, a  eventi, scoperte, pubblicazioni, legati alla storia della fotografia in Friuli Venezia Giulia.

Le finalità di questo sito sono scientifiche, didattiche e divulgative. Non ha scopo commerciale e non presenta banner pubblicitari di alcun genere. Le immagini  inserite sono in parte opera degli autori del sito  e in parte ricavate da archivi fotografici pubblici e privati. Vengono pubblicate a bassa risoluzione e, coerentemente con le finalità del sito, per scopi esclusivamente culturali ed educativi, nel rispetto del comma 1-bis dell’articolo 70 della legge n. 633 del 22 aprile 1941, “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”. Tuttavia, qualora la loro pubblicazione violasse specifici diritti di autore, si prega di comunicarlo per la relativa rimozione.

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