Sole che fa capolino, piazza Garibaldi
In questa foto ho unito due mie grandi passioni: quella per gli aspetti curiosi di questa nostra strana città e quella per l’astronomia, due cose apparentemente diversissime ma che possono trovare dei punti d’incontro davvero intriganti. E siccome l’insieme è di solito maggiore della somma delle parti, il risultato è qualcosa di molto particolare.
Il protagonista della foto, l’edificio di piazza Garibaldi che per ovvi motivi è stato soprannominato “Palazzo Polifemo”, è stato costruito nel 1882 su commissione della Banca Union di Vienna, con l’intento di essere utilizzato sia come sede della banca stessa che per collocarvi gli uffici del Comando Supremo della Marina Militare. Alla fine fu però destinato ad uso civile. Fatto sta che, per motivi economici, di pigrizia o altro, il foro presente nel gruppo scultoreo sul tetto – destinato all’installazione di un orologio – è rimasto vuoto.
Ma forse non si tratta di una dimenticanza, bensì del risultato del geniale sforzo di un ingegnere (rimasto purtroppo anonimo) di creare un orologio perfettamente sincronizzato con i ritmi della Terra e delle stagioni, per cui osservando la tonalità più o meno azzurra del cielo attraverso il buco si può intuire l’ora del giorno con sufficiente approssimazione, quasi e forse meglio di una meridiana, senza contare la funzione meteo integrata che permette di stimare la copertura nuvolosa sbirciando attraverso l’apertura medesima. Sempre da questo foro, all’approssimarsi della pioggia, è possibile constatarne l’arrivo, con una precisione da far invidia alle più avanzate applicazioni meteo dei nostri cellulari.
A parte queste considerazioni tecno-bucologiche, era da alcuni anni che mi facevo una domanda: è possibile che il sole – oppure la luna – nel loro naturale cammino attraverso il cielo in qualche momento dell’anno si affaccino al buco di Palazzo Polifemo? La risposta mi è stata offerta su un piatto d’argento un giorno (27 febbraio 2021, ore 10:30), quando passando da quelle parti con l’autobus ho visto il sole dardeggiare attraverso la magica apertura. Sono così sceso alla fermata più vicina senza pensarci un attimo, per precipitarmi in piazza Garibaldi e documentare il fenomeno. Ho realizzato poi che l’allineamento dovrebbe ripetersi ogni anno, sempre attorno a febbraio, per un certo periodo di giorni se non di settimane, visto che una volta in piazza spostandosi di qualche metro dal punto di osservazione si può giocare parecchio con l’allineamento tra i tre punti costituiti dal sole, dall’“occhio” di Palazzo Polifemo e dalla macchina fotografica.
Piccola nota pratica: la leggera copertura nuvolosa ha avuto un ruolo importante in questa fotografia, fungendo da schermo per il sole e aumentandone il diametro apparente, senza contare che ha aggiunto un po’ di drammaticità all’immagine e perfino una leggera iridescenza. La stessa foto scattata il giorno dopo con il cielo perfettamente azzurro risulta abbastanza insignificante.
La domanda che per me resta ancora aperta è se la stessa cosa sia possibile anche con la luna. Il movimento della luna è però abbastanza complesso e difficile da prevedere: vedrò, come ho già fatto per un altro allineamento triestino che vi mostrerò, di aiutarmi con un programma astronomico.
Francesco Gizdic alias prof.bizzarro
profbizzarro@gmail.com
A sinistra una cartolina degli anni Cinquanta per contestualizzare il particolare architettonico colto in condizioni descritte dal fotografo.