Alois Beer (1840-1916)

 

Alois Beer nasce a Budapest il 4 giugno 1840, anche se di origine austriaca, infatti la famiglia è di Klagenfurt.

Presta il servizio militare nella sua città natale dal 1859 sino al 1 maggio 1862.

 

Nel 1862 è apprendista nell'atelier di Ludwig Angerer a Vienna e in seguito in quello del dr. Josef Szekely, due fotografi affermati che lo iniziano al ritratto, genere a cui si dedica per tutti gli anni Sessanta.

Nel 1863 è già libero professionista fotografo in un proprio studio nella capitale austriaca.

  Nel 1867 si trasferisce a Klagenfurt dove apre un atelier con grande produzione di ritratti e continua a gestire lo studio viennese assieme al fotografo Ferdinand Mayer.

 

Alois Beer

Foto in studio di una coppia di sposi, Klagenfurt 1869

carte de visite

 

È la prima volta che presentiamo una coppia con gli abiti del matrimonio in un atelier per farsi ritrarre. L'uomo è in divisa, composto ed elegante com medaglie e bicorno accanto, la sposa serissima, rigida a disagio nel suo abito da cerimonia. Solenni testimoni di una giornata importante per la loro vita

La domanda da porsi: è ormai una modalità consolidata per i neo sposi immortalarsi nel giorno del matrimonio o la coppia è stata spinta da un evento - si suppone - la partenza del giovane ufficiale per la guerra.

Nel 1871 apre una filiale a Graz e continua a gestire lo studio di Vienna, entrambi denominati Atelier Beer & Mayer diretti dalla moglie Marie Beer e dal socio.

La conduzione dei suoi studi gli impone un ritmo di lavoro imponente, ma pure ricco di soddisfazioni.

Nel 1877 spiega in una relazione che accompagna l'invio di una serie di fotografie in formato stereoscopico alla Photographischen Gesellschaft di Vienna il suo metodo di lavoro, le apparecchiature utilizzate e l'operatività sul campo. 

Confessa in tale relazione, pubblicata sulla rivista della società Photographische Korrespondenz, che il suo interesse per il paesaggio nasce nel 1873 e all'epoca è del tutto amatoriale e solo nel tempo si trasforma in impegno professionale.

Realizza così un album di vedute carinziane eseguite nelle campagne fotografiche dal 1875 al 1882 promosso anche dalle richieste turistiche.

Alois Beer, Vedute di Tarvisio, 1875-1882

 

 

Alois Beer, Chiusaforte, 1875-1882

Alois Beer, Vedute di Klagenfurt, 1875-1882

  Si applica con tale abilità al genere paesaggio da ottenere il titolo di k. k. Hoffotograf  l'8 gennaio 1883.

Già negli anni Ottanta passa alle lastre secche, prima ancora che questa tecnica si affermasse a Vienna.

I viaggi

Alois Beer, L'acropoli di Atene e L'achilleion a Corfù, 1885

Alois Beer, Veduta del Cairo dalla sponda del Nilo, 1885

 

Nel 1885 compie il suo primo viaggio in Grecia, seguito da quello in Palestina ed in Egitto, Nord Africa, Siria, Francia, Belgio, Spagna e Italia, oltre che a più brevi viaggi in varie zone dell'Impero austro-ungarico.

Appartengono alla documentazione dei viaggi le 380 lastre (conservate nel Kriegsarchiv di Vienna) del lago di Garda e del Litorale adriatico e di Trieste (1), trascorre infatti le estati a Trieste in una camera d'albergo alternando anche soggiorni invernali sulla costa istriana, nota per il clima mite, per produrre le campagne fotografiche in Istria degli anni 1882-1900 rese nel formato stereoscopia.

Vedute di Capodistria        Rovigno         Pirano           Pola

Quando è possibile il fotografo inserisce la presenza umana nelle sue vedute.

Con grande esperienza sa collocarsi nei luoghi così da valorizzare dal punto di vista scelto per offrire, rendere palpabili il fascino dei luoghi legati al mare e alle sue attività.

 

Alois Beer, Saline di Capodistria. Veduta di Capodistria, 1895.

Alois Beer, Rovigno da oriente. Rovigno da occidente, 1890 ca.

Alois Beer, Porto interno di Pirano, 1890 ca.

Nel piccolo porto di Pirano, il mandracchio, i trabaccoli con le vele e le reti ad asciugare.

Alois Beer, Panorama del porto Pola, 1890

Alois Beer, Golfo di Trieste, 1889

La veduta apre il capitolo "Il Borgo del Lauro" in Giuseppe Caprin, Marine istriane del 1889 che riprende il Golfo di Trieste al mattino quando i pescatori sono già al lavoro.

 

Contribuisce con le sue fotografie assieme al fotografo Berhard Johannes all'illustrazione del volume La meridionale e il territorio del suo movimento nell'Austria-Ungheria, edito dalla I. R. priv. Società della Ferrovia Meridionale (Vienna [etc.] : Rudolf M. Rohrer, [post 1857] 502 p. : ill. ; 19 cm. + 1 all).

 È presente anche nella cittadina di Monfalcone, che dista da Trieste 32 km, frequentata da un gran numero di persone che qui si sottopongono alle cure termali. Prevedendo un successo commerciale assicurato dal numero considerevole degli ospiti in cura, pubblica varie cartoline con vedute della città e dello stabilimento termale. Così, nel 1902, diffonde a Monfalcone una serie di quattro cartoline diverse: due con l'iscrizione Gruss aus verticali, che illustrano la Via del Duomo e due orizzontali che raffigurano rispettivamente la Piazza Grande e lo stabilimento termale, Römer Termen. Una cartolina è concepita per reclamizzare i benefici ottenibili da cure abbinate tra le Terme Romane e la vicina baia di Sistiana.

Alle cartoline illustrate ha dedicato un saggio accurato Armando Depretis dal titolo  Tanti affettuosi saluti: l'editoria austro-tedesca a Monfalcone attraverso le cartoline illustrate (In: "Il territorio" (22 settembre 1988), p. 60).

 Le edizioni di Beer incontrarono il successo, nel 1909, viene ristampata l'intera serie con l'introduzione di lievi modifiche e la nuova tiratura venne titolata solamente nella lingua italiana.
Tutte le edizioni di Beer sono delle splendide fototipie. Quelle della serie originale del 1902 approdano ad eccellenti risultati anche per la stupenda esaltazione dei dettagli. Il formato di questa produzione è sempre compreso nella misura di cm. 14 x 9. Le cartoline della prima serie cessarono di circolare nell'anno 1911, quelle della ristampa nel 1915 (2)
.

La sua attività in Istria è legata sia alla committenza della Marina Imperiale sia alla clientela turistica delle zone balneari.

Alla fine del secolo sono molto apprezzate dalla sua clientela le foto stereoscopiche che in generale sono diffuse a livello popolare dai fotografi di strada e che sono diventate un'attrattiva da salotto. Nel suo primo catalogo elenca 23 soggetti istriani, manca Pola, mentre nel catalogo del 1910 si contano, fra 10.000 fotografie, ben 1009 vedute inerenti Pola. Il catalogo si presenta con 140 pagine e con 51 esempi illustrati da immagini esemplificative. Beer ormai anziano, ha 70 anni, ed esperto professionista sa come confezionare e pubblicizzare il proprio materiale, associa ai soggetti di maggior richiamo le fotografie più rappresentative.

 In un ulteriore catalogo edito nel 1914 sono elencate altre 375 inquadrature di Pola. Accanto a queste vedute riprende i possedimenti (a Pola e a Trieste) e le attività della Marina austriaca, incarico affidatogli dal Ministero della guerra il 28 dicembre 1895 con la nomina a k.k. Marinefotograf.

 

 

 

Il suo collaboratore a Pola è l'editore F. W. Schrinner che vende le sue cartoline.

Lavora a Pola e a Trieste dal 1880 sino al 1910.

A Trieste non ha un proprio atelier, non compare infatti nelle Guide generali della città, molto probabilmente si appoggia all'editore Giuseppe Caprin con il quale collabora alla prima edizione dell'opera Marine istriane del 1899 e firma le vedute di Muggia, Capodistria, Pirano assieme ad altri nomi di fotografi quotati professionisti e noti a Trieste : Giuseppe Franceschinis, Luigi Mioni, Basilio Circovich.

A Trieste non perde l'occasione per godersi il mare di Sistiana e di Duino e per i servizi sugli alberghi che vi sorgono dove forse ha soggiornato.

Il 24 luglio 1910 sarà presente ad un evento che renderà famoso lo Stabilimento tecnico triestino quando vi sarà  deposta la corazzata Viribus Unitis e un anno dopo il 24 giugno 1911 ne riprenderà il varo.

 

 

24 luglio 1910

La corazzata Viribus Unitis è consegnata al cantiere dello Stabilimento tecnico triestino.

24 giugno 1911

Varie fasi del varo della Viribu Unitis.

 

 

Il modellino della Viribus Unitis, "battezzata"  con il motto dell'imperatore Francesco Giuseppe presso il Museo della storia militare a Vienna.

 Il fondo fotografico Alois Beer è conservato al Kriegsarchiv di Vienna e comprende 30.000 lastre presenti nel suo catalogo di vendita edito nel 1910 e integrato nel 1914.

Muore a Klagenfurt nel 1916.

La Fototeca di Trieste conserva solo 46 servizi che confermano le peculiarità della sua produzione.

La loro provenienza è varia, la più interessante è il dono e solo in piccola parte anche acquisto dagli eredi di Giuseppe Caprin del 1909 e del 1911 e un ritratto appartenente all'Archivio Sartorio, gli altri doni e acquisti sono degli anni Venti-Trenta (Acquisto 1932.06.16 Acquisto 1932.08.29 Acquisto 1939.12.14 Dono Fornasaro 1920.10.19 Dono Gherlanz 1923.07.14 Dono Babudri 1925.09.26).

 

Note

 1. Alois Beer 1900-1910 : panorami fotografici del Garda dalle collezioni del Kriegsarchiv di Vienna. Riva del Garda : MAG, 2014. 337 p. : in gran parte ill. ; 16x22 cm. ISBN 978-88-6686-037-2

 2. Sull'attività di Beer a Monfalcone vedi Armando Depetris,Tanti affettuosi saluti. L'editoria austro-tedesca a Monfalcone attraverso le cartoline illustrate in “Il territorio” (22 novembre 1988).

 

 


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