Pietro Opiglia (23 marzo 1877-19 luglio 1948)
Notizie su Pietro Opiglia dagli Atti riguardanti il personale 1874-1955 del Comune di Trieste.
Nato a Pola il 23 marzo 1877 da Orazio Opiglia e Antonia Clavien.
Con istanza dd. 13 giugno 1908 il custode Gaetano Rinaldi, dopo vent'anni di servizioi presso il Museo civico d'antichità, chiede di essere collocato a riposo. "Con decreto del 22 agosto p.p. il custode del civico Museo di antichità Gaetano Rinaldi fu collocato nel permanente stato di riposo".
Viene così indetto un concorso per un posto di custode "quale impiegato in pianta stabile nell'ottava classe di rango":
i concorrenti devono "comprovare, oltre all'età, alla sudditanza austriaca, ed alla pertinenza... pure la conoscenza della lingua italiana, del disegno geometrico, e delle arti (cioè dello stipettaio, tornitore e gessaio) che più occorrono agli ordinari bisogni del museo, e di possedere la pratica della fotografia. Nella scelta si darà la preferenza a chi dimostrerà di aver prestato lodevolmente l'opera sua in un museo affine a questo di Trieste e preso parte a scavi ed altri lavori congeneri".
Minuta del 23 settembre 1908.
Il direttore del Museo Civico di Antichità, Alberto Puschi, informa il Curatorio che 28 persone hanno presentato domanda per concorrere al posto di custode. Tre, però, sono state escluse perché hanno superato i quarant'anni, altre tre perché non hanno allegato alcun documento comprovante la loro idoneità alla carica di custode, undici perché esercitano o hanno esercitato un'attività non corrispondente ai bisogni del museo. [Segue una breve relazione su ognuno degli undici candidati rimasti]. Opiglia risulta il favorito.
"Pietro Opiglia di anni 31, nato e residente a Pola, possiede tutte le qualifiche richieste dall'avviso di concorso e per essere addetto al museo civico di quella città in qualità di custode sino dall'anno 1902 e per aver preso parte attiva a scavi ed esplorazioni archeologiche è il solo che possa aspirare alla preferenza che l'inclito consiglio della città ha stabilito di voler dare alla scelta a chi dimostrerà di aver già prestato lodevolmente l'opera sua in un museo affine a questo di Trieste e preso parte a scavi ed altri lavori congeneri. Dai certificati che l'Opiglia allega alla sua istanza risulta che egli conosce praticamente tutte le arti richieste... e che non è ignaro della geometria e del disegno geometrico. Ma più che da questi si deduce la sua idoneità dalle dichiarazioni rilasciate dal prof. dr. Antonio Gnirs i.r. conservatore dei monumenti e direttore delle raccolte di proprietà dello stato depositate presso il Museo di Pola... e del dott. Giovanni Cleva presidente e dal sig. Giorgio E. Pons segretario del Curatorio del museo civico di Pola, come dalle parole colle quali il preside della Giunta comunale amministrativa, il dr. Domenico Stanich accompagna la sua istanza raccomandandolo caldamente perché "onesto, intelligente, zelante e molto abile nel disimpegno delle sue attribuzioni". Lo stesso Puschi fornisce giudizi positivi su Opiglia "avendolo avuto dal 1903 al 1908 per mio assistente negli scavi di Nesazio, egli curò pure e spesso da solo quelli intrapresi direttamente dal museo di Pola presentando delle relazioni tali da potersi dare alle stampe. L'Opiglia cooperò inoltre ai lavori preparatori della carta archeologica dell'Istria meridionale, avendomi accompagnato ed assistito in molte escursioni e contribuì non poco alla raccolta del materiale per il codice epigrafico, essendo egli espertissimo nel prendere i calchi delle antiche lapidi.
Apprese l'arte fotografica ed il museo nostro può mostrare i saggi dei progressi da lui in brevissimo tempo fatti in quest'arte. Dirò di più che molte delle figure che illustrano le pubblicazioni della Società istriana di archeologia e storia patria ed alcune che si stanno per pubblicare nell'Archeografo triestino sono prelevate da fotografie da lui eseguite ... avendo egli tenuto sempre in buon assetto le diverse raccolte, riparato i singoli oggetti... di garantire la conservazione dei fittili e dei metalli. Egli costruì da solo vetrine e scaffali, modellò e formò in gesso copie di medaglie, rilievi e figure, s'ercitò nella galvanoplastica... l'Opiglia animato dal desiderio di apprendere, non tralasciò di coltivare anche lo studio e di accrescere il corredo delle sue cognizioni col museo ad Este ed Adria per assistere agl'importanti scavi che colà vengono intrapresi da Alfonso Alfonsi (1)... parimenti visitò gli altri musei del Veneto e della Lombardia, acquistando praticamente la facoltà di saper distinguere gli oggetti per arte ed opera...
Egli è di aspetto simpatico e di sana costituzione fisica... E per lo appunto la fotografia costituisce il lato debole del concorso; imperocché fatta eccezione dell'Opiglia che ne dà le prove gli altri candidati asseriscono di averne la pratica, ma non lo dimostrano e soltanto tre si dichiarano pronti a sottostare ad un esame teorico e pratico".
Da un appunto scritto sempre da Alberto Puschi risulta che Opiglia, assieme alla domanda per accedere al concorso di custode, presentò degli attestati relativi alla sua esperienza compilati da Arduino Berlam e Vittorio Madriz per la formazione in gesso; da Guglielmo Fiorini Gallinaro per la fotografia, dal dott. Cleva, da E. Pons, dal presidente Stanich e dal dott. Antonio Gnirs per l'attività di custode al Museo civico di pola (dal 1902 in via provvisoria e dal 1904 in via definitiva); dall'ing. E. Bassi per la geometria e i rilievi planimetrici e da un certo Antonio Destina quale falegname e tornitore.
Il 23 dicembre 1908 il Gabinetto del Podestà trasmette al prof. Puschi "il decreto con cui si partecipa a Pietro Opiglia la sua nomina a custode" del Museo Civico di Antichità-
Nel mese di settembre del 1932, nell'elenco del personale in servizio presso il Museo Civico di storia ed arte trasmesso alla Divisione IV del Municipio, pietro Opiglia figura quale "archivista-fotografo" mentre F. Terzon e R. Guercini sono "i due custodi tecnici". Non si sa a quando risalga il cambio di qualifica.
Le pagine della Cronaca del Museo, dal 1919 al 1943 (prima del 1919 le annotazioni risultano alquanto frammentarie, dopo il 1943 furono interrotte per circa dieci anni), testimoniano la polidrica attività svolta da Opiglia impegnato ad eseguire fotografie di siti e di materiali archeologici come d'opere d'arte e di monumenti cittadini. Risulta che accompagnava spesso i direttori nelle loro trasferte culturali che, come uomo di fiducia, si recava a fare sopralluoghi per valutare la possibilità di acquisire nuovi oggetti per arricchire il patrimonio museale.
Molta attenzione dedicava ai cambiamenti della città dal punto di vista architettonico e urbanistico che puntualmente fotografava.
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Note 1. Dal 1911 lavorò per il Museo di Este, divenendone direttore nel 1921. Arricchì la collezione grazie a scavi sistematici estesi a tutto il Veneto. |
Il 7 maggio 2022 Claudio Ernè dedica al valente fotografo un articolo che ne rinnova la memoria e presenta ai tanti che non hanno conosciuto il suo instancabile lavoro la corretta professionalità.
Amanda Russo
Il Progetto Fototeca, avviato sotto la direzione di Claudia Morgan, a partire dal 2005, ha permesso di catalogare, condizionare e rendere accessibile al pubblico un notevole patrimonio fotografico conservato presso i Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste. Un nucleo consistente dell’archivio fotografico è costituito dal fondo di Pietro Opiglia (Pola, 1877 – Trieste, 1948), custode e, tra il 1908 e il 1947, titolare del Gabinetto fotografico dei Civici musei di Trieste.
Durante tutto l’arco della sua attività lavorativa, il fotografo, con straordinaria versatilità e dedizione, affianca i dirigenti museali nel lavoro di sorveglianza degli scavi archeologici e delle demolizioni che stanno interessando Trieste.
Pietro Opiglia, lavoratore instancabile e rigoroso, è in prima linea per documentare queste operazioni attraverso il mezzo fotografico; con il suo obiettivo, diventa testimone oculare delle grandi trasformazioni urbanistiche che attraversano la città nei primi decenni del Novecento.
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Amanda Russo è storica dell’arte, nel 2016 ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Trieste con la tesi I pittori italiani e il Belgio (1851-1912): salons, incontri e pagine d’arte, ottenendo la certificazione Doctor Europaeus. Negli anni precedenti, ha avuto l’opportunità di frequentare due anni di formazione archivistica e di acquisire esperienza professionale in Italia, in Belgio e in Francia.
Nel 2010 ha svolto un tirocinio di un anno presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste dove si è occupata dell’ordinamento, dell’inventariazione, della catalogazione e del condizionamento dei documenti fotografici. Ha collaborato, inoltre, alla gestione logistica dei depositi e alla ricerca del materiale al fine di soddisfare le richieste dell’utenza.
Lavora attualmente al Pôle Patrimoine presso la Mairie de Bastia dove si occupa dell’inventariazione e del condizionamento delle collezioni (tessili, mobili, dipinti, documenti, libri, fotografie) e della sorveglianza dello stato di conservazione del patrimonio culturale degli edifici ecclesiastici. Partecipa, inoltre, a dei progetti di mediazione.
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