JOHANN bAPTA ROTTMAYER (1828-1899 )

 alias Rottmayer, I. B. ; Rottmayer, Gio Batta ; Rottmayer, Francesca

Rottmayer, Johann B. e Comp.; Rottmayer Johann B. e C.

Fotografo nato a Vienna nel 1828.

Da precisare che le date anagrafiche non sono tratte da fonti archivistiche, ma quelle citate dai vari repertori e studi.

Molto probabilmente si è formato presso uno studio fotografico della capitale se già nel 1859 apre un suo atelier nel quarto distretto di Vienna, l'Alten Wieden, in Meierhofgasse 366, poi denominata Mayerhofgasse e Meierhofgasse al n. civico 9 o 11 dove rimarrà sino all'autunno del 1870.

Nel 1862 è in grado di espandere la propria attività e prende l'iniziativa di aprire delle filiali: la prima è a Gorizia in via del Giardino 12.

Con il socio Otto Zintl - il logo che lo identifica è J.B. Rottmayer & Comp. - è presente a Graz dal 1864 sino al 1897 in Haynaugasse 197, dal 1864 rinominata Schönaugasse 9, solo nel 1871 cita il nome del socio con il quale gestisce la filiale, quando decide di affidargli lo studio e di stabilirsi a Trieste.

Nel 1864 apre una filiale anche a Brünn [Moravia] - oggi Brno in Cecoslovacchia - in Neugasse 9 e 10 di cui lascerà la gestione a Emile Schneppel e nel 1870 ha lo studio con un certo Horina in Sauerbrunn cioè l'attuale Bad Sauerbrunn luogo di villegiatura legato alle terme nel Burgenland (Austria).

Il nostro inquieto e instancabile fotografo non riesce a metter radici se non per brevi periodi.

Può vantare ormai una buona fama.

Quale fotografo affermato firma le lastre del cranio di Beethoven, fotogrammi eseguiti in occasione della prima riesumazione del corpo del musicista avvenuta nel 1863 dal cimitero di Wahring a ovest di Vienna situato nel nono distretto (1) e del cranio di Franz Schubert, anche in questo caso, scattati durante la riesumazione dei resti del compositore dal cimitero di Währing per essere trasportati nel Zentralfreidhof.

 

1. In questa occasione il corpo di Beethoven fu studiato e di nuovo sepolto, il medico austriaco Romeo Seligmann ne fece un calco a tutt'oggi conservato presso il Center for Beethoven studies presso l'Università statale in California, mentre i resti del compositore vennero sepolti nel Zentralfreidhof [Cimitero centrale] nel 1888.

 

 

 

 

 

Johann Baptiste Rottmayer,

Teschio di Beethoven, Vienna 1863

 

La fotografia reperibile in rete presenta il logo J.B. Rottmayer Wien.

 

 

 

 

Johann Baptiste Rottmayer,

Teschio di Beethoven, Vienna 1863

 

Una copia di questa fotografia è presente ne La collezione Famiglia Carrino: dieci stanze delle meraviglie a Muggia che ho avuto il piacere di interpellare quando non ero ancora sicura dell'attribuzione a Johann Baptiste Rottmayer.

 

 

 

 

 

Johann Baptiste Rottmayer,

Teschio di Franz Schubert, Vienna 1863

 

Il 4 dicembre 1871 sposta l'attività a Trieste in via SS. Martiri n. 1 con un socio come si legge sulla Guida scematica del 1872, ancora sconosciuto.

Ritratto di Virginia Marini, Trieste 1871.

carte de visite

 L'intraprendente Giovanni Battista si scopre un fotografo itinerante, attento a quanto avviene nell'impero austro-ungarico, recandosi dove lo chiamano gli eventi.

Nel 1873 soggiorna a Vienna sei mesi per documentare l'esposizione mondiale.

 

Nel 1873 dal 1 maggio al 1 novembre si svolge la Weltausstellung 1873  il cui motto è Kultur und Erziehung in italiano Cultura e Istruzione, all'interno del grande parco della città il Prater. Per l'occasione vengono costruiti diversi edifici tra cui la Rotunde a grande pianta circolare. Rottmayer vi partecipa.

Nel 1874 dal 1 maggio al 31 luglio è presente con ritratti e album a Parigi al Palais de l'Industrie dove è allestita la decima esposizione organizzata dalla Société française de photography.

 Nel 1875 dal  25 aprile al 15 giugno espone a Vienna, presso il k.k. Museo dell'Arte e dell'Industria, Dodici vedute di navi della Marina austriaca, Gretchen da Faust, I bambini nel parco alla Mostra fotografica internazionale, organizzata dalla Società fotografica, cui partecipano 107 espositori, di cui 52 dall'Austria-Ungheria e 27 da Vienna.

Rottmayer vanta ormai notevoli riconoscimenti, ha ricevuto nel 1873 una medaglia a Vienna, nel 1874 a Parigi, si definisce Imperial Regio fotografo di corte e della Imperial Regia Marina di guerra, K. K. Hof Marine Photograph come dichiara in un avviso dello studio aperto a Gorizia in via del Giardino n. 77 al primo piano.

A Gorizia lo studio sarà gestito principalmente dalla moglie Francesca assistita dal fotografo Enrico Niggl (1).

 

1. Giancarlo Brambilla, Censimento degli studi fotografici attivi dal 1860 a Gorizia e in provincia in "Il territorio:  studi e note di intervento culturale dalla Biasacaria alla Mitteleuropa", A. 12, n.s. n. 11-12 (giugno-dicembre 1999), p. 84.

 

 Nel 1868 non ha ancora aperto uno studio in città, molto probabilmente, richiamato dall'evoluzione del porto austriaco, documenta attraverso le immagini fotografiche la realizzazione di un porto moderno adatto alla città che si sta espandendo.

Solo dalla fine del 1871 la sua presenza è segnalata con costanza sulle Guide scematiche, infatti il suo nome compare dall'annata del 1872 dapprima con un socio -  come avevo anticipato Otto Zintl -, poi dal 1873 da solo. L'iniziativa di pubblicizzare il suo nome nell'inserto dedicato ai fotografi delle Guide è segnale di una popolarità raggiunta e allo stesso tempo di una raggiunta stabilità.

Sino al 1882 mantiene lo studio fotografico in via Ss. Martiri n. 1  poi al n.3/a.

La Guida del 1883 segnala il cambiamento nel suo studio in via Ss. Martiri n.3 A, allo stesso indirizzo è subentrato Marco Mananizza [sed Manenizza]. In realtà il passaggio avviene tra Spiridione Manenizza e Marco, suo figlio, traferitisi da Venezia.

Dal 1868 al 1883 Rottmayer produce un interessante ed esaustivo servizio sul Nuovo porto di Trieste costruito dal 1868 al 1883 come intitolerà l'album. Dalle immagini comprendiamo come abbia seguito nel tempo i lavori e le puntuali riprese dei cambiamenti.

 

Apre la serie dei fotogrammi una panoramica di come appariva il porto di Trieste nel 1883, alla conclusione dei lavori che il fotografo aveva immortalato negli anni.

La didascalia manoscritta illustra: Meules à mortier pour blocs artificiels. Preparazione della malta per i blocchi artificiali.

Macchina per sollevare i blocchi artificiali.

Imbarcazione per i blocchi artificiali.

Macchina a vapore per la posa dei blocchi artificiali.

Macchina a vapore per la posa dei blocchi naturali.

Draga per l'approfondimento del bacino.

Dragatura del fondale per rendere più profondo il pescaggio necessario alle navi.

Nel 1872 pubblica un altro risultato di un notevole lavoro, l'album intitolato Flottenalbum der oesterreichischen Marine che documenta la flotta della marina austriaca.

 

J.B. Rottmayer,

Yacht imperiale Miramar, Pola 1872

 

J.B. Rottmayer,

Balance Doch, Pola 1872

Stabilitosi a Trieste riprende le navi uscite dal cantiere navale che sostano nel porto.

Vascello Tegethoff con l'alberatura velica del tipo nave a goletta, 1878. Costruito nello stabilimento tecnico triestino, varato il 15 ottobre 1878 e completato nel 1881.

Incrociatore leggero Tiger, varato il 28 giugno 1887. Il 12 giugno 1888 venne assegnato al Comando Flottiglia Torpediniere a Pola.

 

Alterna la sua presenza a Trieste con pause di lavoro in luoghi ameni, nel 1899 trascorre la stagione a Berchtesgaden una località di villeggiatura e di cure termali in Baviera.

La maggior parte della sua produzione sono in questo caso i ritratti.

 

 

Ritratto di un maestro con il suo allievo, Berchtesgaden  post 1888

A fine carriera può vantare premi alle esposizioni di Vienna 1873-1875, Parigi 1874-1878, Bruxelles 1874 e a Monaco nel 1876, in fine il premio speciale dell'imperatore austriaco e del principe ereditario austriaco e del re di Grecia. Lo scopriamo sul verso di una carte de visite che riporta manoscritta una dedica datata 6 agosto 1899.

Possiamo supporre che sia una data certa rispetto alla sua attività professionale, la più tarda che abbiamo riscontrato. Alcuni studiosi forniscono sue notizie sino al 1897 ma senza una attestata documentazione.

Proponiamo una data di morte dopo il 1899 o 1900.


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