1913, Trieste in fotografia. Immagini dalla fototeca

CATALOGO

5. i ritratti

1

Varischi & Artico

Tilde Teldi, maggio 1913

Gelatina ai sali d’argento ; 220x160 mm

Dedica ms.: “Alla Direzione della Società del Teatro popolare con animo memore e grato Tilde Teldi. Trieste nel maggio 1913”

Dono Teatro popolare 1914.07.09

Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, Fototeca, inv. CMSA F6450

 

Matilde Tescher (1878-) nota come Tilde Teldi attrice drammatica e cinematografica. Nata a Milano, figlia di una cantante lirica, studia all'Accademia dei Filodrammatici sotto la guida di Luigi Monti. Nel 1895 è scritturata dalla compagnia Garrini-Cocconato. L'anno seguente con la compagnia di Eleonara Duse si reca in Russia, Gemania e Francia per una lunga tournee. Nel 1898 è chiamata dalla nuova Compagnia del Teatro d'arte di Torino dove recita anche G. Pezzana. Nel 1899 Luigi Rasi la vuole nella sua compagnia, considerandola "l'ideale dell'attrice giovane del suo tempo". Agli inizi del Novecento, sposandosi, si ritira dalle scene per parecchi anni, vivendo a Torino. Nel 1912 ritorna al teatro come prima attrice con F. Garavaglia e nel 1913 con Ruggero Ruggeri, con il quale recita anche nel 1920-1921 in Sly di G. Forzano. E' anche attrice cinematografica. Nel 1914 debutta al fianco di G. Ruggeri ne L'istruttoria e sempre con lui nel 1915 recita in Lulù.

[cfr. Dizionario biografico delle donne lombarde, p. 1068]

2

Stabilimento Giacomelli (fl. 1907-1986)

Pronipoti di Piero Foscari, gennaio 1912

Gelatina ai sali d’argento ; 230x180 mm

Dedica ms.: “Sei Foscari pronipoti di quel podestà della Trieste veneta del quale attendono leggerne la storia scritta da Attilio Hortis. Capodanno 1912”

Dono Hortis 1929.05.29

Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, Fototeca, inv. CMSA F13233

3

Stabilimento Giacomelli  (fl. 1907-1986), attr.

Piero Foscari, gennaio 1912

Gelatina ai sali d’argento ; 255x155 mm

Dedica ms.: “Piero Foscari ad Attilio Hortis con l'augurio di poter scrivere insieme la prima pagina della futura storia di Trieste. Capodanno 1912”

Dono Hortis 1929.05.29

Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, Fototeca, inv. CMSA F13234

4

Studio Lovazzano

Alfonsina Pieri, 2 gennaio 1913

Gelatina ai sali d’argento ; 260x200 mm

Dedica ms.: “Alla spettabile direzione della Società del Teatro popolare Alfonsina Pieri. Modena 2.1.913”

Dono Teatro popolare 1914.07.09

Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, Fototeca, inv. CMSA F6464

5 F12062

 

Carlo De Marchi (fl. 1880 - )

Ruggero Ruggeri, [ante 1913]

Gelatina ai sali d’argento

Dono Teatro popolare 1914.07.09

Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, Fototeca, inv. CMSA F12062

 

6

Carlo De Marchi (fl. 1880 - )

Ruggero Ruggeri, maggio 1913

Aristotipo ; 175x125 mm ; 165x165 mm

Dedica ms.: “Alla Direzione della Società del teatro popolare in Trieste in ricordo R. Ruggeri nel maggio del '913”

Dono Teatro popolare 1914.07.09

Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, Fototeca, inv. CMSA F6457


7

Guigoni & Bossi (fl. 1894-1900)

Filippo Tommaso Marinetti, [1913]

Gelatina ai sali d’argento ; 260x165 mm

Dedica ms ed autografa: “A' Mademoiselle Elda Gianelli hommage de son admirateur et ami devouè F. T. Marinetti”

Dono Gisa Gianelli 1926.03.06

Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, Fototeca, inv. CMSA F11472

 

Il futurista Marinetti ha dei contatti privilegiati con Trieste, vi arriva già nel marzo del 1908 alla Filarmonica per declamare liriche di poeti francesi e poi a dicembre per i funerali della madre di Oberdan, Il 10 febbraio 1909 il locale quotidiano il Piccolo della sera pubblica stralci del suo Manifesto che Le Figaro diffonderà integralmente il 20 febbraio. Nel programma delle “Serate futuriste”, una serie di interventi provocatori in alcuni dei maggiori teatri italiani per scuotere l’opinione pubblica ed arrivare finalmente a far parlare i giornali del Futurismo, Trieste accoglie il primo appuntamento fissato  il 12 gennaio al Politeama.

La dedica posta su questo ritratto è per una poetessa triestina Elda Gianelli senza una data precisa. La dedica ci pone vari interrogativi: è vera l’ammirazione e l’amicizia? Quando si sono incontrati, la non più giovane poetessa e lo scomodo poeta?

8

Agostino Natale Luci (1857-1937)

Eugenio Popovich, [1920]

Gelatina ai sali d’argento ; 400x300 mm

Sul v del cartoncino timbro: Dono E. Popovich 1931.02.06

Dono E. Popovich 1931.02.06

Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, Fototeca, inv. CMSA F18607      

 

9

Renato Alvino (fl. 1893-1915)    

Scipio Slataper, [1913-1914]

Aristotipo ; 165x115 mm

Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, Fototeca, inv. CMSA F198966

 

10

Autore non identificato

Eugenio Scomparini, [1923]

gelatina ai sali d'argento ; 125x90 mm

Copia di altro positivo databile ante 1913.

Sul v del positivo ms a grafite: Eugenio Scomparini simile al quadro di A. Lonza (positivo F13745)

 

Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, Fototeca, inv. CMSA F36988


11

Pietro Opiglia

Antonio Lonza al ritratto di Eugenio Scomparini, 1913

Gelatina ai sali d’argento ; 180x240 mm

Da negativo dono del sig. Lituano Samero 1953.10.14

Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, Fototeca, inv. CMSA F13745

Bibliografia

Beatrice Malusà, Antonio Lonza pittore (1846-1918) in “Archeografo Triestino”, 4. s., 69 (2009)

Beatrice Malusà, Tra pittura e fotografia in “Due fiorini soltanto : Sebastianutti e Benque a Trieste”, p. 87

 

Muore il 17 marzo 1913 il pittore Eugenio Scomparini che fu tra i fondatori del Circolo Artistico. Era nato a Trieste nel 1845. Il suo quadro Margherita Gauthier che si trova esposto al Museo Revoltella fu in tale data “coperto di gramaglia”.

6. Tripolitania: scene di guerra 1911-1913

Cesarino Bruffel

TRIPOLITANIA : SCENE DI GUERRA 1911-1913

59 positivi : carta salata ; 90x120 mm

Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, Fototeca, inv. CMSA F18081-18137

 

Il corposo servizio è stato donato ad Eugenio Popovich da Cesarino Bruffel, figlio dell’amico Giovanni Bruffel 1., giovane tenente dei granatieri, inviato in Tripolitania a guerra italo turca ultimata, in un paese vinto ma ancora da sottomettere.

La guerra italo-turca o guerra di Libia o campagna di Libia fu combattuta tra il Regno d’Italia e l’Impero ottomano per il possesso delle regioni della Tripolitania e della Cirenaica, tra il 29 settembre 1911 e il 18 ottobre 1912.

Le truppe sono state riprese dallo stesso Cesarino Bruffel, tenente dei granatieri che nel primo ritratto firma la dedica “Perché ti ricordi del figliolo dell’amico d’infanzia e perché una memoria resti. Cesarino tuo. Zuara 9 gennaio 913”.

Poche le didascalie sul verso dei positivi, ad es. “Monumento ai granatieri morti di morbo a Feschlum”, “Monumento ai bersaglieri, fucilieri e marinai”, “Posa della targa commemorativa dell’associazione di granatieri sulla tomba dei caduti Feschlum”,  “Ascari, Eritrei e Arabi nell’oasi di Tripoli”, “I complementi arrivati”, !Il ritorno della colonna dei feriti”, “Accantonamento dei granatieri”.

Il nostro fotografo dilettante riprende la moderna tecnologia, vantata nell'arte militare, tra cui, in particolare, l'impiego dell'aeroplano che compare in un fotogramma, ma il servizio va considerato nel suo insieme per una corretta interpretazione e ricostruzione storica.

 

1. Giovanni Bruffel (1831-1908) è un amico di lunga data di Eugenio Popovich, volontario nel 1848 a Vicenza, nel 1849 a Roma, in entrambe le campagne viene ferito, nel 1854 è combattente in Crimea, nel 1866 nel Trentino e infine partecipa alla campagna garibaldina di Francia nel 1870-1871. Dopo il 1849 si stabilisce a Smirne e si dedica al commercio. Nel 1870 all'assedio di Parigi è a capo della sezione Ambulanza italiana addetta ai battaglioni di guerra della Guardia Nazionale della Senna e vicepresidente del Comitato italiano di Soccorso ai feriti militari. E' nominato Ispettore generale del Corpo dei Veterani per il servizio d'onore alla tomba di Vittorio Emanuele II al Pantheon. Fa parte del Comitato per l'Italia Irredenta e del Comitato Triestino-Istriano dal 1873  al 1908 con Matteo Renato Imbriani , G. Bovio e il generale Giuseppe Avezzana. Inventa con il capitano Pieri il noto fucile a scatto superiore.

[vedi Gabriella Fschiatti Coen, La partecipazione degli irredenti alla causa dell'unità italiana e all'epopea garibaldina negli anni 1867-1871. Trieste : Civici musei di storia ed arte, è1981], p. 249


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