Tempio israelitico

La comunità israelitica triestina conta all'inizio del Novecento circa 6000 persone per cui si erano rese del tutto insufficienti le sinagoghe esistenti - la Scuola piccola, la Scuola grande, la Scuola Spagnola di rito sefardita e la Scuola Vivante - tutte inserite e confuse nell'abitato del centro cittadino. Acquistato un lotto tra via Donizetti, via e piazza San Francesco e via della Crociera (oggi piazza V. Giotti e via G. Zanetti), si bandisce un concorso per un nuovo tempio con specifici requisiti a cui partecipano ben 42 concorrenti delle varie nazionalità dell'impero austriaci, tedeschi, italiani, ungheresi e cechi, unico triestino l'architetto Giorgio Zaninovich. La giuria non assegna un primo premio, ma due secondi premi, due terzi premi e una segnalazione - cinque progetti in tutto - che comunque non vedranno una concreta  realizzazione. La commissione che vuole modificare in parte i progetti scelti si rivolge allora all'architetto triestino Ruggero Berlam che con il figlio Arduino apporterà la distribuzione degli spazi della fabbrica come richiesta dalla Comunità, realizzando una nuova tipologia di tempio.

Il 21 giugno 1908 viene posta la prima pietra del tempio e il 27 giugno 1912 è solennemente inaugurato.

 

La costruzione del Tempio israelitico edificio monumentale che rappresenta una delle opere più importanti degli architetti triestini e dell'architettura della città in generale, non poteva sfuggire all'attenzione del fotografo dei Civici musei, Pietro Opiglia, che gli dedica notevoli servizi. Documenta infatti sia l'interno sia l'esterno dell'edificio ultimato nel 1912, per un totale di 76 negativi su vetro 18x24 cm.

 

Bibliografia

Caterina Lettis Tempio israelitico in "Trieste 1872-1917: guida all'architettura", a cura di Federica Rovello. Trieste : MGPress, 2007, p. 287-290

(testo di Claudia Morgan)

 

Pietro Opiglia (1877-1948)

Costruzione del Tempio israelitico, 1911-1912


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